L'arte della guerra a cavallo
Basta guardarsi attorno per rendersene conto come le arti marziali sono tornate alla grande. Il cinema lo dimostra: “Matrix”, “L’ultimo Samurai”, e poi “Zatoichi”, “Kill Bill I e II”; ma tutto questo immaginario di combattimenti spettacolari e all’ultimo sangue coinvolge anche fumetti, cartoni e videogames, e da Ken il Guerriero a Mortal kombat la fantasia dei ragazzi ha assorbito stili e modi orientali divenuti ormai globalizzati.

Facciamo un passettino indietro. Negli anni Settanta arrivano in Italia le prime pellicole con soggetto combattimenti furiosi e spettacolari, in molti (tra i critici) le snobbano ma influenzano le giovani generazioni di allora: le palestre si riempiono e il passaggio da Bruce Lee a Karate Kid è breve. Insomma l’urlo di Chen è ora alla portata di innocui ragazzi dalla faccia pulita; e l’arte del guerriero si trasforma progressivamente in sport di massa.

Le tecniche di combattimento diventano così note pur mantenendo un sapore esotico; tutti hanno sentito parlare di karate, kung-fu, haikido e kendo… ma quanti hanno mai sentito parlare dello yoseikan bajutsu? Eppure si tratta di un’arte marziale molto praticata e di grande attualità.
Cerchiamo di darne una definizione.

L’Yoseikan Bajutsu è una disciplina equestre basata su antiche tecniche guerriere usate dai celebri Samurai dell’epoca feudale giapponese. Oggi lo scopo di questa specialità non è più fare la guerra ma praticare un’arte marziale, e al tempo stesso di imparare una tecnica equestre.

Questa disciplina raggruppa un insieme di tecniche molto diverse: tra le specialità c’è il tiro con l’arco a cavallo, il combattimento con la sciabola, il lancio del giavellotto, il maneggio della lancia, del pugnale e del bastone, la tecnica delle cadute, quella di monta e di salto a terra senza staffe, l’addestramento del cavallo, il salto ostacoli, il combattimento a mani nude a terra o a cavallo.

Nell’antichità esistevano scuole specializzate. L’arte del Ba Jutsu, letteralmente “tecnica del cavallo”, comprendeva tutto quello che un militare doveva conoscere per una perfetta intesa e controllo del cavallo.

II Samurai a cavallo appendeva le redini a un anello della sua armatura al fine di avere le mani libere per combattere o tirare con l’arco e dirigeva il suo cavallo soltanto con le gambe e il peso del suo corpo. I cavalli per i combattimenti venivano protetti da un'armatura di cuoio con piastre di metallo sul dorso del naso.

Recentemente questa tecnica è arrivata anche in Europa. Si è diffusa prima in Belgio, in Francia, in Germania, nei Paesi Bassi, in Svizzera, in Italia e in seguito in Canada e negli Stati Uniti.

In Belgio la Sezione Equestre della Polizia di Mons segue dei corsi (Polizia Speciale Bajutsu) su particolari tecniche di contrasto e di difesa a cavallo per permettere ai poliziotti di affrontare le più svariate situazioni di pericolo.

Vengono organizzati anche degli spettacoli equestri: duelli fra cavalieri vestiti in costumi medievali che si sfidano in tornei mozzafiato, lancio con il giavellotto o tiro con l’arco e ancora ardite acrobazie a cavallo che fanno provare emozioni impossibili da dimenticare.

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