
"Curioddities": tutto quanto fa collezione
Si colleziona davvero di tutto, il catalogo è questo...
A volte si pensa al collezionismo come a una raccolta di oggetti
rari e preziosi. In realtà ci sono collezioni motivate
solo e unicamente dal piacere della ricerca e dell'archiviazione,
dal bisogno di salvare qualcosa dalla voracità del
tempo, qualcosa che viene investito di un valore che in origine
non ha.
Negli Stati Uniti ci sono siti o sezioni di essi ispirati
al collezionismo di tutto ciò che è bizzarro,
veri e propri repertori di stranezze. Si chiamano Oddities
Collections. Che ne dite di una collezione di tutti i più
bizzarri suoni che l'umano genere possa produrre, catturati
in formato digitale? E che dire di una collezione di profilattici
sponsorizzati (basti citare quello della Nike o di Mc
Donald's)?
Più
noto il collezionismo di buste per il mal d'aria, che
dall'America si è diffuso in tutto il mondo: i siti
dedicati a questo collezionismo sono veramente innumerevoli
sul web. Su quello di uno studioso finlandese di Biofisica
c'è una sezione intitolata "Strange
Hobby", con addirittura una lista di tutti coloro
che al mondo condividono la sua particolare passione. Tra
questi ci sono tre siti italiani: Zio
Guido's Bags, fmd's
Air and Sea Sickness bags collection e Sickbagsite.
Oggetto
di collezionismo in America sono le lunchboxes,
in plastica o metallo, destinate in prevalenza ai bambini
per il consumo del pranzo a scuola: infatti spesso raffigurano
cartoni animati, anche dei decenni passati. Negli anni Sessanta
ovviamente la tematica dominante è quella della conquista
dello spazio.
Abbastanza comune sta diventando la collezione di vecchi
strumenti da lavoro ed elettrodomestici: nell'Ohio c'è
l'unico
museo al mondo dell'aspirapolvere.
L'ultima moda del momento è collezionare etichette
di bibite,
liquori, vini, profumi, frutta e addirittura acqua
minerale. In particolare, collezionare etichette della
frutta (http://www.etichettando.com) è un vero
e proprio boom; nascono continuamente siti dedicati e lo scambio
tra collezionisti è molto attivo. Etichettando,
di Daniele Imperi, è il primo e unico sito italiano
che tratta tutti gli aspetti collezionistici delle etichette
di frutta, partendo dalla loro storia, fino ai metodi per
procurarle, catalogarle, scambiarle, con uno studio iconografico
accurato del prodotto.
Difficile
dare un'idea della loro quotazione, poiché il costo
di un'etichetta varia in base alla sua presenza sul mercato
e al suo periodo storico. Su e-bay se ne trovano da tutti
i prezzi. Non mancano le specializzazioni: c'è chi
colleziona esclusivamente etichette di banane, il cui
primo catalogo (Catalog
of Banana Stickers) è stato pubblicato da Gerri
Lorenzo, molto conosciuto nel settore.
Esiste anche un Banana
Club, fondato nel lontano 1972, che nel 1976 ha dato vita
al Banana Museum ad Altadena in California, che comprende
oltre 17.000 oggetti e gadget sulla banana.
Ma non tutta la frutta può, fisicamente, essere etichettata,
nonostante la sagacia di alcuni produttori, che hanno creato,
ad esempio, un'etichetta oblunga da attaccare al chicco d'uva
o l'escamotage di attaccare l'etichetta al ciuffo dell'ananas:
allora molti collezionisti includono nella loro raccolta anche
gli incarti delle arance o dei meloni.
Un'idea
che piacerà ai collezionisti "fruttofili"
europei è il collezionismo tipicamente americano e
canadese delle etichette per casse di frutta, le cosiddette
"Fruit Crate Labels". Le loro quotazioni si aggirano
tra i 4 e i 25$.
Nell'ambito di questo particolare collezionismo, molti usano
procurasi pezzi per la loro collezione facendoseli spedire
direttamente dalle case produttrici.
Esiste un sito ufficiale della Associazione Mondiale Di Collezionisti
Di Etichette Di Frutta e Affini, cioè le etichette
di casse di frutta, bollini di ortaggi e incarti di frutta:
la Etichettando
World Foundation. L'iscrizione alla E.W.F.
é gratuita.
Altra
variante: collezionare le etichette delle lattine alimentari.
Sul sito THELABELMAN.COM
si trova, nella sezione dedicata alle confezioni in latta,
una tabella che ordinatamente mostra l'immagine cliccabile
e ingrandibile dell'etichetta, la marca, la città di
provenienza (sempre negli Stati Uniti e in Canada), il cibo
contenuto, la datazione stimata, le dimensioni e il valore,
che si aggira di solito tra i 5 e i 30$.Questo in particolare
è il valore dell'etichetta di una lattina contenente
caffè risalente approssimativamente al 1900, proveniente
da Seattle.
I cinefili collezionano sceneggiature mai prodotte:
le si trovano presso rivenditori specializzati, come edizioni
tascabili o in fotocopia. Molto ricercate le sceneggiature
di Stephen King per film mai prodotti o girati sulla base
della sceneggiatura di qualcun altro. I titoli più
ambiti (e difficilmente reperibili): "I figli del grano",
"Cujo", "La zona morta", "Pinfall".
Più meditativo dedicarsi alla raccolta
di partecipazioni mortuarie, o "Luttini".
Sono in particolare oggetto di collezionismo quelli anteriori
agli anni '50.
Questa forma di collezionismo, che a una prima considerazione
può apparire irriverente verso i defunti, è
invece ispirata
a un rispettoso senso della morte. Quelli più ricercati
sono naturalmente quelli di personaggi noti: rari esemplari
sono quelli di Pio IX, Umberto I, Leone XIII, Mafalda di Savoia,
Mussolini e altri.
Romantico
è collezionare sabbia,
suggestivo souvenir da tutte le parti del mondo: chi ha visitato
Petra, in Giordania, senz'altro non ha resistito alla tentazione
di riportare con sé la sabbia ocra, marrone, azzurra
chiusa in bottigliette a formare disegni che ricordano il
deserto
I collezionisti normalmente la conservano "sistematizzata"
per aree di provenienza in semplici contenitori o ampolle
su scaffalature ordinate.
E che dire di chi colleziona pacchetti
di fazzolettini da naso, segnali
stradali, biglietti d'ogni genere, fra cui
quelli delle reti di trasporto urbano, con le relative tessere
di abbonamento o salviette e tovaglioli da bar?
Insomma, veramente tutto è collezionabile.
Chiara Silli

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