Sicksack.com

Oltre alla storia delle etichette,
su questo sito si trova
un'interessante documentazione
sul trasporto delle banane
dal luogo della produzione,
corredata da foto d'epoca:

Ferrobanana

Per approfondire sul
collezionismo
delle "Fruit Crate Labels":

Collectible Collections
Fruit Crate Labels


Antique Label Company

Fruit Crate Labels

Crate Labels Dot Net

Vintage Fruit Crate Labels

Welcome to Fruit Crate Labels

The Canadian Fruit Crate Labels Website

Siti sul collezionismo di
sabbia da tutto il mondo:

Sandcollector.com

Collection of sand

Qui è possibile vedere
i 770 campioni di sabbia
tutti stranieri,
raccolti in 15 anni di attività
da un incallito collezionista italiano:

Ho un hobby: collezionare sabbia




"Curioddities": tutto quanto fa collezione

Si colleziona davvero di tutto, il catalogo è questo...

A volte si pensa al collezionismo come a una raccolta di oggetti rari e preziosi. In realtà ci sono collezioni motivate solo e unicamente dal piacere della ricerca e dell'archiviazione, dal bisogno di salvare qualcosa dalla voracità del tempo, qualcosa che viene investito di un valore che in origine non ha.

Negli Stati Uniti ci sono siti o sezioni di essi ispirati al collezionismo di tutto ciò che è bizzarro, veri e propri repertori di stranezze. Si chiamano Oddities Collections. Che ne dite di una collezione di tutti i più bizzarri suoni che l'umano genere possa produrre, catturati in formato digitale? E che dire di una collezione di profilattici sponsorizzati (basti citare quello della Nike o di Mc Donald's)?

Più noto il collezionismo di buste per il mal d'aria, che dall'America si è diffuso in tutto il mondo: i siti dedicati a questo collezionismo sono veramente innumerevoli sul web. Su quello di uno studioso finlandese di Biofisica c'è una sezione intitolata "Strange Hobby", con addirittura una lista di tutti coloro che al mondo condividono la sua particolare passione. Tra questi ci sono tre siti italiani: Zio Guido's Bags, fmd's Air and Sea Sickness bags collection e Sickbagsite.

Oggetto di collezionismo in America sono le lunchboxes, in plastica o metallo, destinate in prevalenza ai bambini per il consumo del pranzo a scuola: infatti spesso raffigurano cartoni animati, anche dei decenni passati. Negli anni Sessanta ovviamente la tematica dominante è quella della conquista dello spazio.

Abbastanza comune sta diventando la collezione di vecchi strumenti da lavoro ed elettrodomestici: nell'Ohio c'è l'unico museo al mondo dell'aspirapolvere.

L'ultima moda del momento è collezionare etichette di bibite, liquori, vini, profumi, frutta e addirittura acqua minerale. In particolare, collezionare etichette della frutta (http://www.etichettando.com) è un vero e proprio boom; nascono continuamente siti dedicati e lo scambio tra collezionisti è molto attivo. Etichettando, di Daniele Imperi, è il primo e unico sito italiano che tratta tutti gli aspetti collezionistici delle etichette di frutta, partendo dalla loro storia, fino ai metodi per procurarle, catalogarle, scambiarle, con uno studio iconografico accurato del prodotto.

Difficile dare un'idea della loro quotazione, poiché il costo di un'etichetta varia in base alla sua presenza sul mercato e al suo periodo storico. Su e-bay se ne trovano da tutti i prezzi. Non mancano le specializzazioni: c'è chi colleziona esclusivamente etichette di banane, il cui primo catalogo (Catalog of Banana Stickers) è stato pubblicato da Gerri Lorenzo, molto conosciuto nel settore.
Esiste anche un Banana Club, fondato nel lontano 1972, che nel 1976 ha dato vita al Banana Museum ad Altadena in California, che comprende oltre 17.000 oggetti e gadget sulla banana.

Ma non tutta la frutta può, fisicamente, essere etichettata, nonostante la sagacia di alcuni produttori, che hanno creato, ad esempio, un'etichetta oblunga da attaccare al chicco d'uva o l'escamotage di attaccare l'etichetta al ciuffo dell'ananas: allora molti collezionisti includono nella loro raccolta anche gli incarti delle arance o dei meloni.

Un'idea che piacerà ai collezionisti "fruttofili" europei è il collezionismo tipicamente americano e canadese delle etichette per casse di frutta, le cosiddette "Fruit Crate Labels". Le loro quotazioni si aggirano tra i 4 e i 25$.
Nell'ambito di questo particolare collezionismo, molti usano procurasi pezzi per la loro collezione facendoseli spedire direttamente dalle case produttrici.
Esiste un sito ufficiale della Associazione Mondiale Di Collezionisti Di Etichette Di Frutta e Affini, cioè le etichette di casse di frutta, bollini di ortaggi e incarti di frutta: la Etichettando World Foundation. L'iscrizione alla E.W.F. é gratuita.

Altra variante: collezionare le etichette delle lattine alimentari. Sul sito THELABELMAN.COM si trova, nella sezione dedicata alle confezioni in latta, una tabella che ordinatamente mostra l'immagine cliccabile e ingrandibile dell'etichetta, la marca, la città di provenienza (sempre negli Stati Uniti e in Canada), il cibo contenuto, la datazione stimata, le dimensioni e il valore, che si aggira di solito tra i 5 e i 30$.Questo in particolare è il valore dell'etichetta di una lattina contenente caffè risalente approssimativamente al 1900, proveniente da Seattle.

I cinefili collezionano sceneggiature mai prodotte: le si trovano presso rivenditori specializzati, come edizioni tascabili o in fotocopia. Molto ricercate le sceneggiature di Stephen King per film mai prodotti o girati sulla base della sceneggiatura di qualcun altro. I titoli più ambiti (e difficilmente reperibili): "I figli del grano", "Cujo", "La zona morta", "Pinfall".

Più meditativo dedicarsi alla raccolta di partecipazioni mortuarie, o "Luttini". Sono in particolare oggetto di collezionismo quelli anteriori agli anni '50.
Questa forma di collezionismo, che a una prima considerazione può apparire irriverente verso i defunti, è invece ispirata
a un rispettoso senso della morte. Quelli più ricercati sono naturalmente quelli di personaggi noti: rari esemplari sono quelli di Pio IX, Umberto I, Leone XIII, Mafalda di Savoia, Mussolini e altri.

Romantico è collezionare sabbia, suggestivo souvenir da tutte le parti del mondo: chi ha visitato Petra, in Giordania, senz'altro non ha resistito alla tentazione di riportare con sé la sabbia ocra, marrone, azzurra chiusa in bottigliette a formare disegni che ricordano il deserto …I collezionisti normalmente la conservano "sistematizzata" per aree di provenienza in semplici contenitori o ampolle su scaffalature ordinate.

E che dire di chi colleziona pacchetti di fazzolettini da naso, segnali stradali, biglietti d'ogni genere, fra cui quelli delle reti di trasporto urbano, con le relative tessere di abbonamento o salviette e tovaglioli da bar?

Insomma, veramente tutto è collezionabile.

Chiara Silli



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